La polizia antisommossa turca ha fatto irruzione domenica nella sede centrale del principale partito d’opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), utilizzando gas lacrimogeni per sgomberare sostenitori e dirigenti del leader deposto Özgür Özel, in un’escalation che riaccende i timori sullo stato della democrazia nel Paese.

L’intervento arriva dopo una controversa decisione giudiziaria che la scorsa settimana ha annullato l’esito del congresso del CHP del 2023 – quello che aveva portato Özel alla guida del partito – ripristinando al suo posto l’ex leader Kemal Kılıçdaroğlu. Il tribunale ha motivato la decisione citando presunte irregolarità nel voto interno.

Secondo immagini diffuse dai media locali, agenti in assetto antisommossa hanno sfondato le barricate improvvisate all’ingresso della sede di Ankara, mentre all’interno sostenitori del partito tentavano di opporsi al blitz. Alcuni hanno utilizzato estintori e mobili per bloccare l’avanzata delle forze di sicurezza.

Il CHP, principale forza d’opposizione in Turchia e fondato nel 1923 da Mustafa Kemal Atatürk, considera la decisione giudiziaria un tentativo di interferenza politica. Özel ha definito la sentenza un “colpo di Stato giudiziario”, accusando il governo di utilizzare strumenti istituzionali per indebolire il partito.

Poco dopo l’irruzione della polizia, Özel ha lasciato la sede del partito guidando una marcia verso il Parlamento turco insieme a migliaia di sostenitori. Davanti alla folla ha promesso che la battaglia politica continuerà “nelle strade e nelle piazze”.

Guardando le elezioni

La crisi arriva in una fase particolarmente delicata per il panorama politico turco. Sotto la guida di Özel, il CHP aveva ottenuto risultati significativi nelle elezioni amministrative del 2024, infliggendo uno dei maggiori arretramenti politici degli ultimi anni al presidente Recep Tayyip Erdoğan e al suo partito.

Per diversi osservatori, la vicenda va oltre una semplice disputa interna. Negli ultimi mesi numerosi esponenti dell’opposizione sono stati coinvolti in procedimenti giudiziari, alimentando accuse di crescente pressione politica sul principale fronte anti-Erdoğan. Il governo respinge le critiche e sostiene che la magistratura operi in piena indipendenza.

La nuova crisi potrebbe inoltre avere conseguenze sugli equilibri politici nazionali. Con le prossime elezioni previste nel 2028, alcuni analisti ritengono che l’instabilità interna all’opposizione possa aumentare le pressioni per un voto anticipato, scenario che potrebbe risultare cruciale anche per il futuro politico di Erdoğan.

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